
The Old Curiosity Shop
Saturday, February 4, 2012
Flow my Tears, the Policeman Said by Philip K. Dick

John Banville, La Notte di Keplero

"Com'era innocente, com'era inutilmente amabile la superficie del mondo! Il mistero delle cose semplici lo assali'. Una festiva rondine sfreccio' attraverso una scompigliante folata di fumo di lavanda. Avrebbe piovuto di nuovo. gli giunse il suono di una corda pizzicata. Sorrise, in ascolto: era forse la musica delle sfere?" (p. 71)
"Cosa aveva guidato suo padre? Quali voglie impossibili si erano agitate e avevan dato calci dentro di lui? E che cosa? Il pestare di piedi durante le marce? il puzzo penetrante della paura e dell'attesa sul campo di battaglia, all'alba? il calore bruto e il delirio di qualche locanda lungo la strada? Era possibile amare la mera azione, il brivido di un fare incessante? Dinanzi ai suoi occhi tristemente meditativi ricomparve la finestra. Questo era il mondo: quel giardino, i suoi figli, quei papaveri. Sono una piccola creatura, il mio orizzonte e' ristretto. Allora, come una improvvisa inondazione di gelida acqua, venne il pensiero della morte, essa stringeva in pugno un mondo di spada arrugginita." (p. 108)
"Il cerchio e' il portatore delle armonie pure, le pure armonie sono innate nell'anima, e cosi' anima e cerchio sono una cosa sola. Che semplicita', che bellezza." (p. 192) "La ragione per cui certi rapporti producono un accordo ed altri una dissonanza non e' comunque da ricercarsi nella aritmetica, bensi' nella geometria ..." (p. 193)
Sunday, September 11, 2011
I fantasmi by John BanvilleMy rating: 4 of 5 stars
QUOTES:
"Non sono mai stato il tipo che venera la natura, eppure riconosco un certo valore terapeutico alla contemplazione dei fenomeni naturali; credo che abbia a che fare con l'indifferenza del mondo, voglio dire con il modo in cui il mondo non si interessa a noi, alla nostra felicita' o a come soffriamo, con il modo in cui si limita ad aspettare guardando in alto, borbottando tra se' in una lingua che noi non capiamo mai." (page 71)
"Quello che la interessava era la stessa cosa, che interessava me, ovvero ... ovvero che cosa? Come il presente nutra il passato, o versioni del passato. Come parti del tempo perduto riaffiorino repentinamente nel mare appannato della memoria, luminose e chiare e incredibilmente dettagliate, piccole isole compiute dove sembra sarebbe possibile vivere, seppure solo per un attimo." (page 151)
"... la teoria dei molti mondi e' la mia preferita. L'universo, dice, in ogni punto e in ogni istante si divide in miriadi di versioni di se stesso. ... Ciascuna direzione possibile, dice la teoria dei molti mondi, produrra' il suo universo, con all'interno le sue stelle, il suo sistema solare, il suo Plutone, il suo te e me ... In questa versione multiforme della realta' il caso e' una legge ferrea." (pages 176-7)
"Ecco dove vorrei vivere, su qualche dimenticata striscia di spiaggia sabbiosa, con la schiena alla terra, la faccia rivolta all'oceano sconfinato. Quella sarebbe liberta', guardare in solitudine i giorni passare, segnare le stagioni, osservare le maree di primavera e le aurore autunnali, superare il sole estivo e le bufere dell'inverno. Pura esistenza, pura esistenza e nient'altro." (page 206)
"Con quanta timidezza si dispongono porzioni casuali del mondo - un pezzo di cortile spiato dal vano di una porta di sera, nuvole che si accalcano in un angolo di finestra - come a dire: Guardaci! Noi significhiamo qualcosa!" (page 220)
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